IV Movimento – Doppi Giochi

IV Movimento, 2009

Arrevuoto si fa in cinque

Per la stagione 2008-2009, Arrevuoto si è dato un nuovo ed ambizioso obiettivo: allargare il numero dei ragazzi e dei quartieri coinvolti, estendendosi sempre più sia nel centro della città che nelle periferie.

I gruppi che hanno partecipato ai laboratori, hanno coinvolto circa duecento ragazzi. Le regie si sono moltiplicate con l’obiettivo di mettere in scena non più un solo spettacolo, ma cinque, diretti da altrettante coppie di artisti napoletani.

Ognuno degli allestimenti è il frutto del lavoro di due gruppi di ragazzi provenienti da due differenti aree della città. Il criterio che aveva fatto incontrare scuole e associazioni della periferia di Scampia con quelle del centro cittadino, è rimasto un punto centrale del progetto, ma ha dilatato notevolmente le aree di interesse, collegando in una rete sempre più ricca persone che lavorano in luoghi e territori differenti ma con obiettivi comuni.

Altre realtà si aggiungono ad Arrevuoto

Così, nel corso di tutto l’anno scolastico, oltre allo storico nucleo di Scampia e del liceo Genovesi, hanno partecipato ai laboratori gli adolescenti di Ponticelli, di Barra – S. Giovanni, dei quartieri Vomero, Montesanto e Foria. Un passo in avanti importante e soprattutto coerente con l’idea iniziale del progetto: i primi tre anni – infatti – sono serviti a sperimentare un metodo, quello della non-scuola del Teatro delle Albe di Ravenna, “adattato” alla realtà napoletana.

Si è provato a “contagiare” con il teatro di Arrevuoto altre zone, altre scuole e altri immaginari.

I teatranti napoletani che hanno assistito Marco Martinelli come “guide” nelle precedenti edizioni, organizzati per coppie, sono diventati i registi degli spettacoli di quest’anno.

I laboratori che hanno condotto, su testi classici e moderni, come gli anni precedenti, hanno portato a delle vere e proprie “riscritture” sul campo, costruite assieme ai ragazzi di ogni gruppo.

La programmazione dell’Auditorium di Scampia – Punta Corsara

All’insegna della continuità anche la collaborazione con Punta Corsara, il progetto formativo sviluppatosi proprio dall’esperienza di Arrevuoto, che ora cura anche la programmazione dell’Auditorium di Scampia. Alcuni degli attori/allievi protagonisti dei precedenti movimenti e oggi “corsari” sono entrati a far parte di questa nuova fase, affiancando i registi nel lavoro di costruzione dei cinque spettacoli e preparandosi ad essere, in futuro, essi stessi parte attiva delle successive rassegne “arrevuotesche”.

Tre spazi

L’allargamento delle aree cittadine coinvolte nel progetto ha fatto sì che ai tre spazi già utilizzati per la rappresentazione degli spettacoli finali – l’Auditorium di Scampia, il Mercadante e il San Ferdinando – quest’anno si aggiunga il Cinema Teatro Pierrot, dove saranno rappresentati i due spettacoli che vedono impegnate le scuole di Ponticelli.

Il calendario, infatti, tiene conto delle aree di appartenenza dei gruppi, ma verrà poi interamente proposto in una due giorni al San Ferdinando e infine sarà possibile assistere a tutti gli spettacoli in una festa finale, una maratona al Mercadante che si articolerà lungo l’intero arco di una giornata, in collaborazione con il forum universale delle culture.

Nuove sfide

La sfida di questa stagione – dunque – non è sicuramente delle più facili: sono in campo nuove energie, ma anche nuove problematiche; tuttavia l’eredità dei successi passati, l’esperienza acquisita, la disponibilità e l’entusiasmo dei teatranti e dei gruppi che animano il progetto, insieme alla voglia incontenibile degli adolescenti di vivere il teatro, ci incoraggiano a pensare che anche il quarto anno di Arrevuoto avrà il suo buon esito finale.

I Testi del IV Movimento

I testi proposti ai registi – sebbene di autori diversi come Brecht, Schwarz, Tolstoj, Sternheim – hanno tutti in comune una tematica che traccia un filo rosso tra i vari spettacoli: la verità e le sue brutte copie, in un discorso critico sulla mistificazione, l’inganno e la manipolazione delle coscienze umane. Non ci resta altro che continuare questa splendida avventura, augurando al teatro, alla città di Napoli e ai suoi giovani, che l’incontro tra arte e realtà, tra basso ed alto, tra centro e periferia serva a generare quella reciproca conoscenza, quello spirito comunitario che può aiutarci a superare la grande crisi che stiamo vivendo.

Maurizio Braucci e Roberta Carlotto

Le foto del debutto

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